Cronaca

Coronavirus, giovane infermiera da San Severo ad Arezzo “Ogni giorno di fronte alla vita e alla morte”

Coronavirus, giovane infermiera da San Severo ad Arezzo “Ogni giorno di fronte alla vita e alla morte”

“Ho 23 anni e sono un’infermiera di malattie infettive a 485 chilometri da casa. Quando ho accettato questo incarico in piena emergenza sapevo di immergermi in una realtà quasi sconosciuta, ma allo stesso tempo così travolgente da cambiarmi per sempre”. Lucia (nome di fantasia) è originaria di Foggia, San Severo. Ad Arezzo ci è arrivata nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Racconta la sua esperienza su Il Corriere di Arezzo: “È dura sia emotivamente che fisicamente, si lavora con la testa e tanto cuore. Ogni giorno si lavora di fronte alla vita e alla morte”.

“Lavoriamo immersi in queste tute che fanno sudare e rendono difficile ogni movimento. Rischiamo ogni giorno è vero ma non siamo gli eroi del momento. Non è una missione la nostra, ma un lavoro che abbiamo scelto di fare da sempre e per sempre. I pazienti ricoverati non hanno solo fame d’aria a causa di problemi respiratori, ma hanno fame di cose belle, di sguardi, di sorrisi ed emozioni. Sono soli. Noi siamo la loro unica valvola di sfogo e allora quando entri in stanza iniziano a raccontarti la loro vita. C’è chi aspetta una nipotina, chi doveva accompagnare sua figlia all’altare e chi avrebbe voluto stringere ancora la mano di sua moglie”. Lo riporta Il Corriere di Arezzo.

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