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SAN SEVERO: VENERDÌ 9 FEBBRAIO 2018 – ORE 18,30 FRANCESCA MELANDRI presenta SANGUE GIUSTO

LIBRERIA ORSA MINORE

VENERDÌ 9 FEBBRAIO 2018 – ORE 18,30

FRANCESCA MELANDRI

presenta

SANGUE GIUSTO

(Rizzoli, 2017)

dialoga con l’autrice

TONY DI CORCIA

“Non si insegna a scuola e non si racconta a casa. Anzi, è un capitolo del passato d’Italia che per troppo tempo è stato mascherato da bugie. Ma qualcosa, oggi, sta cambiando. Come dimostrano un pugno di saggi, un romanzo, “Sangue giusto”, e il film, “Pagine nascoste”, che la storia di quel libro insegue.
Rivelando quello che in tanti non vogliamo sentirci dire: quanti migranti sono nostri parenti?
Il passato irrompe nella vita di Ilaria Profeti nei panni di un ragazzo magro che dimostra venticinque anni e ha la pelle “di un colore uguale a quello delle vecchie porte in legno”. Il ragazzo è arrivato in Italia su un barcone e bussa alla porta di Ilaria perché ha qualcosa in comune con lei: una parte del cognome. Comincia così, cercando di dare senso compiuto a questo insospettato legame, il lungo viaggio nello spazio e nel tempo che è il nuovo romanzo di Francesca Melandri, “Sangue giusto” (Rizzoli). Il luogo è l’Etiopia, gli anni quelli del dominio coloniale italiano: 1936-1941. Investigare il passato è la passione narrativa di questa nostra molto brava e schiva scrittrice, che nei suoi primi due romanzi ha indagato l’italianizzazione forzata dell’Alto Adige-Südtirol ( “Eva dorme”, 2010) e poi gli anni del terrorismo ( “Più alto del mare”, 2012).
Questa volta, come vedremo, l’intreccio romanzesco è servito a Melandri per accompagnarla in un percorso più intimo — e doloroso — alla ricerca del proprio padre.”
(dalla recensione di Pietro Veronese – la Repubblica, 3 dicembre 2017)

 

Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? È così che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni.

Con Sangue giusto Francesca Melandri si conferma un’autrice di rara forza e sensibilità. Il suo sguardo, attento e profondissimo, attraversa il Novecento e le sue contraddizioni per raccontare il cuore della nostra identità.

Francesca Melandri (Roma, 1964) ha iniziato giovanissima una lunga carriera di sceneggiatrice, firmando, le sceneggiature di Zoo di Cristina Comencini (1988), Chiara e gli altri  (1989/90),  Fantaghirò di Lamberto Bava (1991), Cristallo di Rocca di Maurizio Zaccaro (1998), Nati ieri di Genovese e Miniero (2006), molti episodi della serie Don Matteo (2001/2009).

Ha esordito nella narrativa nel 2010 con Eva dorme (Mondadori), un romanzo che ripercorre gli anni del terrorismo sudtirolese. Il romanzo è stato tradotto in tedesco, olandese, francese, e ha vinto numerosi premi, come il suo secondo romanzo, Più alto del mare (Rizzoli 2012). Ha diretto i documentari Nel paese delle case di Lana (1993) e Vera (2010).  È sorella di Giovanna Melandri e cugina di Gianni Minoli.

 

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