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CALCIO – I ROSSONERI SI AGGIUDICANO IL DERBY DEL SUD: FOGGIA – AVELLINO 2 – 1

Foggia, 3 febbraio 2018. Il Foggia coglie il secondo successo consecutivo espugnando … lo Zaccheria. Il 2-1 sull’indomito Avellino consente di tornare alla vittoria interna che mancava da quasi quattro mesi. L’unica “gioia” sul terreno amico i rossoneri risale al 14 ottobre 2017 con identico punteggio (2-1 al Perugia). I tre punti consentono al team rossonero di allontanarsi dalla zona che scotta. Sicuramente il campionato è ancora lungo e i risultati della 24^ giornata sono stati favorevoli alle squadre che lottano per evitare retrocessione diretta e playout. Per cui, alla luce di quanto fatto vedere nelle ultime due turni, dopo la “rivoluzione” di gennaio in sede di calcio mercato, c’è da ben sperare.

La squadra ora sembra più convinta dei propri mezzi e anche qualitativamente, dal punto di vista tecnico, appare più idonea alla categoria. Peccato per l’assenza del pubblico, determinata da una situazione che ha penalizzato i veri tifosi. Quelli che civilmente vanno allo stadio per incitare la propria squadra e basta. Comunque, si auspica che questa restrizione serva almeno a far riflettere un po’ tutti. Dalle istituzioni a coloro che, se davvero vogliono bene al Foggia, devono pensare solo a tifare e a sostenere i colori sociali. Passando al match con l’Avellino, Mister Stroppa conferma l’undici che ha vinto nell’ultimo turno a Chiavari, contro l’Entella. In casa Avellino ci sono diversi assenti e Novellino ha gli uomini contati, soprattutto in attacco. L’aria allo Zaccheria è irreale. Giocare nel silenzio quasi assoluto non è bello. Le gare di calcio prive del sonoro del tifo organizzato e non, non hanno senso. Se non fosse per i circa cento “ospiti” per parte e per gli addetti ai lavori, sembrerebbe una gara tra scapoli ed ammogliati. Infatti il “sonoro” di ogni giocatore si sente in modo forte e chiaro fino in tribuna. Al pronti e via, agli ordini del Sig. Di Martino, le due compagini sono abbastanza timorose. L’Avellino però appare un po’ più concentrato e prende il tempo agli avversari che hanno una partenza soft. Meno male che gli irpini abbiano un’unica punta a disposizione, Asencio. Si perché proprio lui si rende pericoloso nei primi minuti. Al 6’ fa le prove del gol con la girata a rete, su assist di Molina. Poi punisce la scarsa attenzione della difesa rossonera. Sul servizio di Migliorini, il terzetto della retroguardia di casa si disinteressa dell’unica punta ospite e Nicastro, che casualmente si trova nell’area piccola, non riesce ad opporsi all’attaccate spagnolo (10’) che infila la sfera in rete. Un minuto prima il Foggia aveva clamorosamente fallito il gol del vantaggio con una verticalizzazione di Mazzeo per Deli che si infilava in un varco e si presentava davanti a Radu ma falliva la marcatura con un tiro “sporco” che veniva reso innocuo dall’intervento di Ngawa. Poi sul proseguimento dell’azione Agnelli calciava alle stelle. Sotto di un gol la reazione del Foggia non è stata immediata. L’Avellino ha stretto le maglie, lasciando zero spazi. La manovra del gioco rossonero, affidata a Greco, non trovava sbocchi per le punte. Mazzeo si dava un gran daffare tornando verso il centrocampo per partecipare alla manovra e Nicastro tentava di sorprendere la difesa ospite. Per quasi 15’ il Foggia non punge ma poi riesce a procurarsi un paio di buone azioni. Prima reclama per la concessione di un calcio di rigore. Il tiro di Camporese (26’) è deviato col braccio da Di Tacchio. Il Foggia, finalmente, comprende in che modo trovare la soluzione vincente, affondando con maggiore convinzione sulle fasce e, alla fine arriva il gol del pari. Loiacono lancia millimetricamente per Nicastro. L’attaccante rossonero s’invola verso Radu ma serve Mazzeo anziché battere a rete. Il bomber rossonero fa da sponda per lo stesso Nicastro (35’) che può infilare nella porta sguarnita. Il gol del pari è rivitalizzante per il Foggia che adesso prova con maggior convinzione a cercare il gol del 2-1. Agnelli “pesca” Gerbo (43’) in area ed è steso alle spalle da D’Angelo. Stavolta non ci sono dubbi. E’ calcio di rigore e “rosso” per il difensore irpino, in quanto fallo da ultimo uomo. Mazzeo (44’) dimentica le sue doti di infallibile cecchino dagli undici metri e “spara” alto verso la curva desolatamente vuota. Comunque, nonostante l’errore, c’è la consapevolezza di potercela fare anche perché gli ospiti dovranno affrontare il secondo tempo in inferiorità numerica. Non ci sono più emozioni nei primi 45’. Alla ripresa l’Avellino prova ad abbassare i ritmi per cercare di strappare almeno il pari. Quindi Stroppa cambia modulo passando al 4-3-3 con l’inserimento di Floriano per Camporese. E pochi minuti dopo il Foggia realizza il 2-1. L’azione parte da Kragl per Agnelli che manda Gerbo al cross basso che consente a Mazzeo (23’) di “riabilitarsi” dopo l’errore dal dischetto e siglare il gol del sorpasso. Il Foggia non vuol correre rischi e prova a segnare la terza marcatura. Deli (28’) dal limite calibra una traiettoria maligna che si spegne contro la traversa. E poco prima del triplice fischio il neo entrato Duhamel (41’) con forza fisica ed una fuga prepotente prova un diagonale che avrebbe sicuramente meritato ben altra fortuna. Nelle battute finali l’Avellino si proietta in avanti alla ricerca del disperato tentativo per agguantare il pari. Il Foggia fa buona guardia, anche perché il Mister rossonero ha inserito anche Martinelli per garantire più solidità alla difesa, proprio in funzione degli ultimi assalti degli irpini. Ma vince il Foggia ed incassa tre punti d’oro.

FOGGIA – AVELLINO 2 – 1

Marcatori: 11’ p.t. Asencio, 35’ Nicastro, 23’ s.t. Mazzeo.

FOGGIA: Guarna 5.5, Tonucci 6, Camporese 6 (15’ s.t. Floriano 6), Loiacono 6, Gerbo 7, Agnelli 6.5, Greco 6, Deli 5.5 (37’ s.t. Martinelli 6), Kragl 6.5, Nicastro 5.5 (36’ s.t. Duhamel s.v.), Mazzeo 6. A disposizione: Tarolli, Figliomeni, Fedato, Beretta, Celli, Ramè, Scaglia Calabresi, Noppert. All.: Stroppa 6.

AVELLINO: Radu 6, Marchizza 5.5 (30’ s.t. Moretti 5.5), Migliorini 6, D’Angelo 5, Di Tacchio 5.5, Ngawa 6, Morero 5.5, Molina 5.5 (14’ s.t. Falasco 5.5), Asencio 6, De Risio 5.5, Laverone 5 (9’ s.t. Vajushi 6). A disposizione: Lezzerini, Pecorini, Kresic, Evangelista, Rizzato, Wilmots. All.: Novellino 6.

Arbitro: Antonio Di Martino di Teramo 6.5;

1° Ass.: Gaetano Intagliata di Siracusa 6.5;

2° Ass.: Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore 6.5;

4° Uomo: Luigi Nasca di Bari.

Note: cielo sereno. Terreno in buone condizioni. Gara disputata a porte chiuse per decisione della Prefettura di Foggia. Osservato 1’ di raccoglimento in memoria dell’ex c.t. della nazionale, Azeglio Vicini. Ammoniti: Tonucci, Camporese, Mazzeo (F), Ngawa (A). Espulso D’Angelo al 43’ p.t. per fallo da ultimo uomo. Allontanato Novellino al 31’ s.t. per proteste. Angoli: 8 – 0 per il Foggia. Recuperi: 1′ – 4′.

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