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Il problema in Italia è che le cose si sanno ma si tace per mantenere gli “equilibri”

Il problema in Italia è che le cose si sanno ma si tace per mantenere gli “equilibri”.

Ebbene, Rompiamo gli equilibri e diciamo che la questione immigrati puzza lontano un miglio.

Il caporalato continua a sopravvivere anche laddove si sgombrano ghetti e si cedono stabili pubblici.

Difficili i controlli sulla gestione delle risorse economiche agli immigrati con cifre astronomiche.

Claudio Lecci, uno a cui certamente non sfugge la puzza, mesi fa sollevó per primo dubbi sulla questione immigrati a San Severo. Il buon Dio lo vuole purtroppo lontano da San Severo e lui, che sa rispettare gli ordini, si limita quindi a lanciare messaggi di fumo con molto arrosto.

Bene. L’abbiamo capito pure noi che con l’arrosto ci mangiano molte persone ma per via delle competenze a diversi livelli il controllo diventa difficile. Ad esempio dopo l’accoltellamento avvenuto qualche settimana nulla sappiamo sull’incontro d’urgenza avvenuto in Prefettura con la corte celeste.
Se la Protezione Civile ha lasciato l’Arena, chi la sta gestendo adesso?

È gravissimo che non si permetta una semplice visita ad europarlamentari. In una struttura pubblica per giunta.

Indice che le cose non vanno bene affatto e che ci sono cose che non vanno viste.

E allora questi “equilibri” da mantenere a tutti i costi devono saltare prima che saltino i già precari equilibri sociali nella nostra terra.

Dalla Regione, dalla Prefettura, dal Comune pretendiamo prima di avere chiarezza sulle risorse, su chi le gestisce e sulla regolarità degli ospiti e poi di dare accoglienza.

Oltre a Lecci mi tornano in mente le parole dette dal numero uno dell’Anac, Cantone, sui centri d’accoglienza: un sistema segnato dalle ingerenze di cooperative fameliche, interessi economici delle mafie locali e obiettivi elettorali della politica.

Sulla terza, equilibri permettendo, ci farei un pensierino.

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