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Il Gargano fa piangere? Perché è bello….

Il Gargano fa piangere? Perché è bello…. Proponiamo l’articolo pubblicato da Il Foglio, del saggista/giornalista potentino, Camillo Langone che descrive in modo distorto una sua probabile esperienza. Le opinioni, come nostro costume, le lasciamo ai lettori. Segue il link del breve filmato (ironico ed intelligente) di risposta, all’articolo, con il presidente della provincia di Foggia, Francesco Miglio e il noto cabarettista Marco Milano “Mandi Mandi”. Intelligenti pauca!

Risposta del Presidente della Provincia " Francesco Miglio " i…

Risposta del Presidente della Provincia " Francesco Miglio " insieme al noto cabarettista Marco Milano detto "Mandi Mandi" in merito all'articolo apparso l'11 agosto sul giornale "Il Foglio" con titolo "Il Gargano fa piangere..". Se volete nei commenti potete dire la vostra.. #FOGGIATV #GAZZETTALIVE

Posted by La Gazzetta di Foggia on Wednesday, 16 August 2017

 

 

Ecco l’articolo apparso sul Il Foglio e Stato Quotidiano:

Non da oggi, da settimane il Gargano mi ispira un pianto, un lamento, una litania. A causa delle strade, in verità pessime non solo nel promontorio ma nell’intera provincia di Foggia: in luglio saltavo sulle buche dalle parti di Zapponeta e pensavo che migliore dissuasione per il turismo ricco in Ferrari e Lamborghini e Porsche 911 non ci poteva essere. Oltre Margherita di Savoia non c’è più legge? Sicuramente non c’è più asfalto. A causa del sangue: avevano appena ucciso un pizzaiolo a Vieste, in pieno giorno, in pieno centro, e giustamente c’era polizia dappertutto: non avevo bevuto, non trasportavo droga, forse mi ero perfino ricordato di pagare il bollo, ma non è mai piacevole essere fermati a un posto di blocco. A causa della Chiesa: a Manfredonia, che del Gargano è porta e capoluogo, nemmeno l’antica cattedrale risultava guardabile (massacrata da una superfetazione anni Sessanta), l’unica era andare a Siponto per vedere la basilica in rete zincata che Edoardo Tresoldi ha posato sui resti del tempio paleocristiano. Un capolavoro dell’arte contemporanea, un merletto metallico e gigantesco, soprattutto una metafora del cattolicesimo italiano ridotto a guscio vuoto, osso di seppia, scheletro, fantasma. E siccome non si può, né si deve, piangere sempre, prego che facciate in tempo a prenotare in Riviera Romagnola.

Se volete commentare potete farlo qui in basso all’articolo.. condividi facciamo sentire la nostra voce e cos’è il Gargano.

 

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